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Sulla destra è inginocchiato il donatore, tuttora anonimo,
ma che è senza dubbio il medesimo personaggio ritratto col
figlioletto anche nel dittico di Bucarest, pressoché contemporaneo.
La ritrattistica di Memling è di certo una delle specialità
più felici della sua arte, percepibile anche nella viva testa
di questo donatore in preghiera, minuziosamente descritto e colto
con estrema immediatezza.
Questo "Compianto" evidenzia l'apprendistato giovanile
che Memling dovette svolgere a Bruxelles presso Rogier van der Weyden.L'opera,
è un'acquisizione piuttosto recente: fu comprata nel 1854
da Andrea V Doria Pamphilj presso il pittore romano Luigi Cochetti
insieme con altri quattro dipinti del XV secolo, tra cui l'importante
"Tavola del Maestro di Borgo alla Collina" per la somma
di 7500 scudi.
Tale acquisto arricchì la collezione di importanti quadri
del Quattrocento, in linea col nuovo gusto ottocentesco per i fondi
oro e i cosiddetti "primitivi". La tavola di Memling,
pezzo di grande rilievo nel catalogo dell'artista, fu pubblicata
già nel 1899 ed esposta alla grande mostra di Bruges del
1902 sulla pittura dei primitivi fiamminghi, rassegna in cui comparvero
ben quaranta dipinti del maestro.
La tavola Doria non ha ancora trovato una precisa collocazione
cronologica, oscillando dall'ottavo decennio del Quattrocento al
1490.
La maggior parte della critica vi ha però ravvisato un'opera
della avanzata maturità dell'artista, già dopo il
1480, qualche anno più tardi del Trittico Reins (Bruges,
Hans Memling Museum), firmato e datato 1479, il quale raffigura
anch'esso un "Compianto" compositivamente molto affine
a quello Doria.
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