Il Casino del Bel Respiro a Villa Pamphilj

“Più vicino di Roma è la Villa Pamfili, non mica fra le altre l’ultima che meriti l’attenzione dei forastieri. Un giardino spaziosissimo pieno di frutta d’ogni sorta, amenissimi viali, giochi d’acqua e boschi sono altrettanti oggetti dilettevoli ai curiosi… All’esteriore del palazzo di questo giardino magnifico vi sono molti busti, statue e bassirilievi e l’interiore è pieno di pitture e statue. Vi sono cinque stanze ed un appartamento terreno, che contenteranno ognuno che li vede”. Così si esprimeva nel 1740 Johann Caspar von Goethe nella descrizione del suo Gran Tour in Italia. Eretta da Alessandro Algardi e da Giovanni Francesco Grimaldi per il principe Camillo Pamphilj tra il 1644 e il 1652, come sintesi della cultura classicistica seicentesca e ad esaltazione della famiglia committente, la semplice ed elegante architettura, che si ammanta di busti, rilievi e statue archeologiche, come uno scrigno custodiva una delle più ricche collezioni di sculture antiche e dipinti. Tra tutti, II riposo nella fuga in Egitto opera giovanile, datata 1595-1596, di Michelangelo Merisi da Caravaggio, detto il Caravaggio. Questa luminosa e sentimentale evocazione della sacra famiglia immersa in un paesaggio dorato fu acquistata da Camillo sul mercato romano proprio per la residenza sul Gianicolo, dove rimase vari anni prima di essere spostata nella Galleria di Palazzo Doria  Pamphilj al Corso.