Gli arazzi della serie dei Mesi

Gennaio, Febbraio, Agosto. I tre arazzi della serie dei Mesi conservati nella dimora-museo di Villa del Principe dal 1561 costituiscono una testimonianza storico-artistica unica. Dedicati ciascuno alla rappresentazione di un mese, in essi rivivono i lavori dei campi, le attività quotidiane, i cerimoniali e le festività che, nel cinquecento, erano soliti svolgersi in quel periodo dell’anno. Il tutto rischiarato dalla presenza, al centro di ogni arazzo, della divinità mitologica che la tradizione legava a quel particolare mese.

Gennaio
Al centro della fascia circolare, in alto, è raffigurato il segno zodiacale dell’Acquario. Giano bifronte, la divinità che dà il nome al mese, è il protagonista della scena principale rappresentata nel grande medaglione centrale. Il dio, seduto ad una tavola imbandita, è elegantemente abbigliato secondo la moda rinascimentale e reca nella mano sinistra due grandi chiavi, attributo che ricorda il tempio a lui dedicato, le cui porte venivano tenute aperte in tempo di guerra, perché il dio potesse assistere i soldati romani, chiuse invece in tempo di pace. A sinistra, davanti al tavolo, è raffigurato Bacco (BACVS), a destra è visibile Cerere (CERES), i cui lunghi capelli sono cinti da una corona di spighe mature. Negli angoli superiori compaiono Giunone (IVNO), che viaggia sul suo carro trionfale trainato da due pavoni, ed Iride (IRIS), la divinità alata messaggera degli dei. Gli angoli inferiori recano personificazioni dei venti: Eolo (EOLVS), rappresentato mentre aziona un mantice, allusivo alla sua forza tempestosa, e Noto (NOCVS), un vento caldo e umido.

Febbraio
In alto, al centro della fascia circolare, è visibile chiarmente il segno dei Pesci. Nel grande medaglione centrale, una figura femminile in posizione ieraticamente frontale, rappresentata sopra un arco di trionfo, reca uno scettro d’oro nella mano destra. Si tratta della divinità FEBRVA, personificazione dei riti di purificazione caratteristici del mese di febbraio nell’antica Roma. I lavori domestici ed il rigido clima del mese costituiscono il tema delle raffigurazioni dell’arazzo. sulla destra, due donne sedute filano la lana, mentre in primo piano un bambino soffia sulla brace contenuta in un piccolo braciere a quattro ruote. A sinistra, un signore riccamente abbigliato si scalda di fronte al camino, mentre una domestica attizza il fuoco con un paio di molle ed un servitore vestito di rosso porta ceppi di legno. All’esterno del medaglione, scene di vita quotidiana sono rappresentate negli angoli inferiori, dove la neve cade fitta. A sinistra scorgiamo un uomo che cerca di scaldarsi soffiando sulle proprie dita, ad indicare la rigidità della temperatura, mentre a destra un cavaliere spinge la slitta della sua dama. Gli angoli superiori sono occupati da personificazioni dei venti (BOREAS e CIRCIUS), che muovono le gonfie nuvole dalle quali cade la neve visibile nella parte inferiore.
Agosto
Al centro della fascia circolare, il segno zodiacale della Vergine assume le sembianze di una regina vestita di rosso. Nella parte superiore del medaglione centrale, Cerere (CERES), dea delle messi e dell’abbondanza, reca nella mano sinistra sette spighe; la sua figura sovrasta scene legate al tempo del raccolto. Sulla sinistra, un uomo a piedi nudi, vicino a due donne con i figli – simbolo di fertilità – batte il grano; a destra, un giovane reca una cesta piena di chicchi. All’esterno del medaglione, in alto a sinistra, SEGESSA, ovvero “Segesta”, la divinità latina che si invocava durante il raccolto delle messi, è rappresentata con le braccia aperte, a destra una seconda divinità minore, identifica dalla scritta CVCVLINA, reca in mano una lunga pala, simbolo della sua connessione ai lavori e ai frutti della terra.