Il progetto Doria Pamphilj, intrapreso dall'Istituto Centrale per il Restauro nel 1997, con l’obbiettivo di fornire linee guida per la corretta manutenzione di collezioni e raccolte museali, ha individuato la Galleria Doria Pamphilj come campo di applicazione per le caratteristiche della collezione, tuttora di appartenenza della famiglia. Le opere sono tuttora conservate nella loro sede storica con un allestimento da "quadreria" privata, estremamente suggestivo, ma conservativamente problematico per l'eterogeneità degli spazi espositivi e l'assenza di una politica di manutenzione programmata ; la galleria appariva quindi un modello campione particolarmente interessante.
Al fine di elaborare linee guida, vista l’evidente connessione tra lo stato di conservazione di qualsiasi manufatto e il suo ambiente di collocazione, si è impostato il lavoro partendo da un'attenta analisi degli spazi espositivi, onde evidenziarne i fattori di rischio e valutarne l'idoneità, e dall’esame delle opere in essi contenute, registrandone i dati tecnici e conservativi emergenti. Sono stati quindi costituiti due gruppi di lavoro operanti in collaborazione: uno composto da fisici, chimici e biologi per lo studio e il controllo dell’ambiente ; l'altro da restauratori e informatici per il rilevamento e la documentazione delle opere; in conclusione, è stata effettuata l'analisi e la sintesi dei dati raccolti dai due gruppi di lavoro e sono stati messi in correlazione i dati ambientali con quelli sullo stato di conservazione dei manufatti.

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