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I due dipinti "pendants" su rame raffigurano due tavole
imbandite con un ricchissimo campionario di generi alimentari, fiori
e animali, di gusto tipicamente fiammingo.
La tematica si può ricondurre all'inizio del secolo XVII,
quando si diffusero ad opera di alcuni artisti delle Fiandre, tra
cui Floris van Dyck, Nicolas Gillis e Osias Beert il Vecchio, le
composizioni di queste mense apparecchiate, i cui elementi venivano
ritratti con crudo e analitico verismo.
E' a questa tradizione protoseicentesca che si ispira in maniera
retrospettiva Jan van Kessel, associandovi lo stile finemente descrittivo
di Jan Bruegel dei Velluti. Il risultato è un'opera che,
messo da parte ormai ogni senso recondito, esprime solo un piacevole
gusto decorativo, di virtuosismo descrittivo e abilità da
miniaturista.
In questi pannelli van Kessel giustappone tutti gli elementi compositivi
più comuni nella natura morta fiamminga, quasi in un florilegio
atto a mostrare tutto il repertorio tradizionale.L'artista si è
servito di un rame come supporto, come già in altre occasioni,
per sottolineare l'aspetto smaltato e lucente del suo trattamento
pittorico.
In queste composizioni affollate senza alcun ordine e quasi prive
di gabbia prospettica si misura la distanza tra natura morta fiamminga
e italiana, dove quest'ultima risponde sempre ad un necessità
umanistica e rinascimentale di disporre gli oggetti in uno spazio
rigorosamente calibrato e reale.Nel catalogo fidecommissario questi
due dipinti in "pendants", erano genericamente attribuiti
a Bruegel.
Sestieri li considerava opere di un anonimo pittore fiammingo del
XVII secolo mentre E. Greindl li censisce in un elenco di opere
da ascrivere per affinità stilistiche a Jan van Kessel il
Vecchio.
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