Busto di Olimpia Maidalchini Pamphilj
Alessandro Algardi

Questo celebre busto ritrae la famigerata cognata del papa Innocenzo X Pamphilj. La nomea della donna si deve al suo carattere ambizioso e agli intrighi che ordì, forte della sua parentela con il pontefice. Le sue azioni furono talmente spregiudicate da costargli, con la morte del potente alleato, il confino in una dimora nell'alto Lazio, dove morì di peste.

Il ritratto è una delle più alte testimonianze della scultura romana di metà Seicento. L'autore, il bolognese Algardi, fu il maggior esponente dello "schieramento" classicista dell'epoca, almeno per quanto riguarda tale disciplina artistica.

Tuttavia sono assai strette le somiglianze con le maggiori imprese del Barocco romano, come evidenzia la virtuosistica resa del velo vedovile che si gonfia d'aria, certo non estranea al linguaggio berniniano. Questo ed altri elementi formali pongono l'opera su un piano molto più contiguo di quanto non facciano intendere le distanze critiche sottolineate dai contemporanei rispetto alle creazioni berniniane.