Paradiso terrestre
Jacopo Bassano (Jacopo da Ponte)

La scena illustra Adamo ed Eva nel Paradiso Terrestre, attorniati da animali domestici, volatili e mammiferi. Tutto il giardino delle delizie è in piena fioritura e pervaso da vivi bagliori di luce. Nel paesaggio visto in lontananza si è identificato uno scenario ben noto al pittore: il Monte Grappa e la zona sudoccidentale di Bassano tra San Fortunato e il Lazzaretto, distanziati dal Paradiso da una pianeggiante radura erbosa.

La suggestione dell'opera è affidata tutta agli inquieti tocchi di luce e alla cromìa densa e stillante dei verdi. La rustica serenità del luogo, ritratta con la visione umile e quotidiana tipicamente bassanesca, è minata solo dalla minuscola presenza della lucertola, simbolo di "vanitas" e di corruzione, in agguato anche nella vita bucolica dell'Eden.

Il respiro autonomo del paesaggio e la visione nitida e realistica degli animali risalta con intenso carattere innovativo, che trova un persuasivo parallelo soltanto nell'esperienza nordica contemporanea di Jan Bruegel dei Velluti.

Le due figure di Adamo ed Eva vengono in genere assegnate alla mano di Jacopo, anche per l'esistenza di un disegno per questo gruppo conservato a Berlino. Per quanto riguarda il rigoglioso paesaggio e il gruppo di animali sulla destra le opinioni hanno oscillato tra Leandro e Francesco, esprimendosi più spesso a favore di quest'ultimo.

Cronologicamente il quadro è stato variamente assegnato ad un periodo intorno al 1568, oppure più di recente spostato nell'ottavo decennio, tra l'inizio e il 1576 circa. È comunque un periodo in cui Francesco più intensamente inizia a collaborare alla bottega paterna, sviluppando quelle composizioni di genere rustico e bucolico a soggetto biblico, che costituiranno per la cerchia bassanesca un fortunato repertorio per gli anni a venire.

La collezione Pamphilj, a quanto risulta dagli inventari secenteschi, possedeva un discreto numero di quadri di Jacopo e Francesco Bassano, annoverando diversi di quei dipinti a sfondo "biblico-pastorale" che la bottega dei Bassano produsse in gran copia a partire dagli anni Settanta-Ottanta del Cinquecento.