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Il "Riposo durante la fuga in Egitto" è uno dei
capolavori della produzione giovanile di Caravaggio. La composizione
è scompartita dalla figura dell'angelo di spalle, intento
a suonare il violino, un elemento iconografico piuttosto innovativo,
che ha solo qualche sporadico precedente nella tradizione figurativa
italiana.
A sinistra S. Giuseppe, raffigurato in maniera molto realistica,
vecchio e affaticato, sorregge lo spartito; la sua testa è
giustapposta a quella dell'asino. Da notare, all'estremo angolo
sinistro, il fiasco otturato da uno straccio e con parte del cordame
scollato, traccia notevole della vocazione del pittore alla natura
morta, ovvero alla rappresentazione vivida ed efficace degli oggetti
inanimati.
A destra dell'angelo, circondata da una vegetazione rigogliosa,
si trova la Madonna addormentata con il Bambino in braccio. Entrambi
sono raffigurati in maniera idealizzata e la bellezza dei loro tratti
contrasta con la resa naturalistica del S. Giuseppe.
Il "Riposo durante la fuga in Egitto" è il primo
quadro con una storia biblica e di grande formato dipinto dal giovane
Caravaggio. Arrivato a Roma agli inizi degli anni Novanta, Caravaggio
aveva infatti esordito con quadri di piccole dimensioni a tema profano
e allegorico; i suoi soggetti erano figure isolate o gruppi di personaggi
a mezzobusto, come per esempio il "Bacchino malato" e
il "Ragazzo con la cesta di frutta" della Galleria Borghese,
oppure il "Concerto" di New York e i "Bari"
di Forth Worth.
Nel "Riposo" databile intorno al 1595, sono ancora evidenti,
nella trattazione del paesaggio sullo sfondo e nelle tonalità
luminose, la formazione lombarda e il retaggio veneto del pittore.
Una delle caratteristiche di Caravaggio era, secondo i biografi
contemporanei, il dipingere "con l'esempio davanti del naturale
", cioè servendosi del modello.
La critica moderna ha trovato una conferma a questa testimonianza,
nel ravvisare la presenza ricorrente di alcune figure nei dipinti
di questi anni: per la Madonna sembra infatti che il pittore abbia
usato la stessa modella che posò per la "Maddalena"
della Galleria Doria; nel profilo delicato dell'angelo si può
riconoscere lo stesso giovane che prestò i lineamenti all'ingenuo
giocatore truffato dai bari nella tela di Forth Worth.
Le note sullo spartito non sono tracciate in modo casuale, ma seguono
una vera partitura musicale. Si tratta, come è stato chiarito
recentemente, di un mottetto scritto dal compositore fiammingo Noel
Bauldwijn. Il testo, tratto dal Cantico dei Cantici e dedicato alla
Madonna, comincia "Quam pulchra es", "come sei bella".
Il tema della musica riporta anche al raffinato ambiente di committenza
di Caravaggio, in cui concerti e trattenimenti serali erano apprezzati
e frequenti.
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