Dosso Dossi
detto Giovanni Luteri

Didone

95,5 x 75 cm; olio su tela (FC 549)

Il grande pittore del Rinascimento ferrarese ha fornito questa straordinaria rappresentazione dell’eroina virgiliana in termini esotici, con le sue forti e atipiche formule espressive, parallele alla narrativa Tassesca. Datata verso il 1519, l’esecuzione si connota per la tavolozza squillante e per la caratteristica alternanza di parti molto definite e altre largheggianti. La sagoma, già descritta “in…ovato” nel 1682, fu poi trasformata in rettangolare, con una finta nicchia dipinta da Benefial nel 1719 e cancellata prima del 1982. In occasione della mostra tenuta a Ferrara, New York e Los Angeles (1998/99) sono stati rimossi larghi rifacimenti e condotte indagini RX, che hanno rivelato la presenza di un’altra testa e di vari elementi nel fondo, ripensamenti tipici del modo di lavorare del Dosso.

Guarda l’immagine completa »

error: Content is protected !!