Francesco Mazzola,
detto Parmigianino

Natività

58,3 x 34,5 cm; olio su tavola (FC 292)

L’opera ha superba qualità e singolare iconografia: tre delle figure che assistono alla Natività non paiono pastori, magi o committenti. Il giovane in fuga dietro la Vergine ricorda una Dafne, che pure Parmigianino rappresentò graficamente, evocando Raffaello. Vagamente leonardesca è la calcolata instabilità strutturale e l’indice puntato verso l’alto di uno dei due personaggi barbuti che disputano sull’episodio. Quel gesto si correla alle redazioni della Vinciana Madonna e S. Anna (il cartone a Londra, National Gallery, e la tavola al Louvre, oltre a una terza versione perduta, di cui parlano le fonti). Resta da chiedersi se e come il Parmigianino possa aver conosciuto tali immagini. Un’osservazione ravvicinata e la riflettografia (IR) evidenziano varie correzioni.

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