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Solo di recente è stato chiarito che la tavola corrisponde
non ad una derivazione di Domenichino, ma all'originale di Annibale
Carracci di cui parla Bellori.
A tali risultati conduce l'esame dello stile, del tipo di supporto,
dei molti pentimenti, nonchè della vicenda documentaria dell'opera.Dipinta
a Roma per i Facchinetti finì presto a Bologna, per poi ritornare,
con il matrimonio fra Violante Facchinetti e Giovan Battista Panphilj.
L'alta qualità del dipinto ricorda quanto si vede nel "Domine
quo vadis?" della National Gallery di Londra e nella "Pietà"
del Kunsthistorisches Museum di Vienna.
La recente rettifica mostra quanto siano approssimative le catalogazioni
tradizionali del mondo carraccesco.
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