Galleria Aurea - Doria Pamphilj - da 500 anni contemporanei all'arte

Galleria Aurea

La Galleria Aurea

La Galleria Aurea, fatta costruire da Giovanni Andrea I Doria, è un esempio di notevole interesse sotto il profilo della diffusione nell’Italia settentrionale di questa tipologia di spazio che, secondo le idee dell’epoca, conveniva “solo a signori, e gran personaggi”. Di forma allungata e aperta su due lati da una successione di finestre da cui si godeva la vista dei giardini della villa, questa stanza alla fine del XVI secolo sostituì il Salone dei Giganti quale ambiente di rappresentanza nella vita cerimoniale della dimora. Dal contratto di costruzione apprendiamo che i maestri Battista Cantone e Luca Carlone eressero “attaccato al palazo di Fassolo dalla parte di ponente una Galarea…con una Cappella” e che i lavori dovevano essere terminati entro il luglio 1595. Negli anni immediatamente successivi, un noto maestro stuccatore di Urbino, Marcello Sparzo, lavorò alla decorazione della volta caratterizzata da “quadri riportati” centrali, lunette e larghi peducci. Su di essi si impostano dodici figure in piedi vestite come guerrieri antichi, raffiguranti membri illustri della casata, in parallelo con i personaggi della Loggia degli Eroi; tra di essi è compreso Andrea Doria, che calca col piede la testa di un Turco sconfitto. Nella galleria – detta “Aurea” per l’estesa presenza, in origine, della doratura – sono conservati tavoli da parete secenteschi, opera del celebre scultore genovese Filippo Parodi.

Base di un tavolo con Tritoni

L’attigua Cappella conserva un significativo dipinto di Giovanni Battista Gaulli detto “il Baciccio” – protagonista assoluto dell’arte barocca, di origine genovese ma di carriera in larga parte romana – raffigurante San Giuliano che riceve la palma del martirio ed eseguito fra il 1705 e il 1706.