La pittura di paesaggio nelle Ville Doria Pamphilj

La pittura di paesaggio nelle Ville Doria Pamphilj
8 Novembre 2010 neoimage

Un binomio da non perdere: la riapertura delle quattro Salette sul Corso della Galleria Doria Pamphilj e l’allestimento di una interessante mostra che presenta, per la prima volta, oltre sessanta dipinti di pittura di paesaggio, tutti tratti dalle collezioni delle diverse dimore della dinastia Doria Pamphilj, molti dei quali finora inediti.
In questi sontuosi ambienti, che si aprono sulla Galleria degli Specchi, trova scenografia appropriata la mostra dedicata a “La pittura di paesaggio nelle Ville Doria Pamphilj”: circa sessanta opere, in parte mai esposte, che documentano come la storia del collezionismo e mecenatismo della celebre dinastia romana sia stata fortemente caratterizzata, nel corso della sua lunga storia, dalla costruzione ed allestimento di magnifiche ville extraurbane, oggi monumenti nazionali. L’esposizione, curata da Massimiliano Floridi (catalogo Silvana Editoriale), tende a mostrare come l’allestimento degli edifici sia stato organicamente legato alla storia del genere pittorico del paesaggio.
Le collezioni Doria Pamphilj, infatti, custodiscono al loro interno meravigliosi capolavori della pittura di paesaggio, cicli pittorici dipinti dagli artisti a partire dalla metà del Seicento appositamente per le diverse ville di famiglia.
Lungo venti generazioni alcuni protagonisti della famiglia hanno guidato il gusto e l’estetica dell’élite culturale italiana, attraverso straordinarie scelte di mecenatismo, che per quantità e qualità occupano un singolare rilievo nella storia dell’arte europea. La mostra esplora l’ideale di vita extraurbano, raccogliendo per la prima volta quadri di paesaggio pensati per accompagnare il tempo del piacere e dello svago.
L’esposizione è aperta da una preziosa sequenza di opere provenienti dalla villa di Ripa Grande lungo il fiume Tevere, dimora della celebre Donna Olimpia Maidalchini Pamphilj, che qui creò una piccola collezione che completava il progetto di villa fluviale per bagni e giardino di delizie. Tra i quadri che la decoravano sono presenti opere del noto paesaggista olandese Herman van Swanevelt.
Segue la serie di Momper e Dughet, Grimaldi e Anesi per la villa del Bel Respiro, notevolissimo modello architettonico del Seicento romano: Camillo Pamphilj, nipote del Papa Innocenzo X, pur curando soprattutto la raccolta di sculture antiche per l’interno e l’esterno della villa, attraverso una straordinaria campagna di acquisti abbellì con splendidi arredi le sale del casino.
La mostra esplora anche un aspetto meno noto della Roma barocca attraverso paesaggi affatto particolari: le marine e tempeste di autori allora molto stimati, che decoravano le sale del palazzo di Nettuno e del casino di Anzio, che furono teatro del mecenatismo del figlio primogenito di Camillo, Giovanni Battista.
La villa d’Albano, oggi purtroppo ridotta ad un rudere, fu residenza di campagna splendidamente decorata del Cardinale Benedetto, finora conosciuto dal pubblico per il mecenatismo musicale più che per quello pittorico, ma che seppe circondarsi di un gran numero di capolavori. Si ricorda il ciclo dello specialista J. F. van Bloemen, significativamente soprannominato “Orizzonte”, che dedicò ai Pamphilj una serie impressionante d’opere, conservate oggi negli appartamenti privati e per la prima volta visibili al pubblico nella loro interezza.