PARMIGIANINO - Doria Pamphilj - da 500 anni contemporanei all'arte

FRANCESCO MAZZOLA, detto PARMIGIANINO

Natività

58,3 x 34,5 cm; olio su tavola (FC 292)

L’opera, in coppia con la “Madonna col Bambino” (FC 290) con cui formava un dittico, ha superba qualità e singolare iconografia: la capanna della natività è pensata come una volta aperta, sotto la quale Maria abbraccia teneramente il figlio con accanto Giuseppe che, con le gambe accavallate, lo adora piegandosi in avanti. Lo sguardo del santo è però attratto da un fanciullo (che ricorda una Dafne ed evoca Raffaello), che leva le braccia in segno di sorpresa, rivolgendole a un angioletto che vola più in alto, tra un nastro svolazzante. Chiudono la rappresentazione due personaggi barbuti (che non paiono pastori, magi o committenti) che disputano sull’episodio. Vagamente leonardesca è la calcolata instabilità strutturale e l’indice puntato verso l’alto di uno dei due anziani sul fondo. Fondamentale esponente della corrente manierista della pittura emiliana, il Parmigianino fu fin da subito molto apprezzato dalla critica: “Diede costui certa vaghezza alle cose sue, che fanno innamorar chiunque le riguarda. Oltre a ciò coloriva politamente: e fu tanto leggiadro et accurato nel disegnare, che ogni suo disegno lasciato in carta mette stupore negli occhi di chi lo mira” (Dolce, 1557) .