GIORGIO VASARI - Doria Pamphilj - da 500 anni contemporanei all'arte

GIORGIO VASARI

Deposizione dalla Croce

297 x 188 cm; olio su tavola (FC 133)

La notevole opera venne firmata dall’artista letterato e architetto Giorgio Vasari (”Giorgio Aretin Faciebat”), figura principale del Manierismo toscano, che la cita nelle proprie Ricordanze del 1544. Benché avesse promesso di ultimarla per la chiesa romana di Sant’Agostino entro il 1534, passarono oltre dieci anni fra l’avvio e il compimento dell’opera. Il lavoro fu largamente impostato fra il 1533, come indicano le forti influenze da Francesco Salviati e dalla “Pietà” di Michelangelo, e il 1538 quando Vasari lasciò Roma per alcuni anni. All’ultima fase del lavoro pare risalire lo sfondo di tenebra, quasi senza spazio, in linea con tendenze antirinascimentali dell’arte toscana di metà secolo. La pala, molto apprezzata dai contemporanei e dalla critica, rimase in S. Agostino fino al 1661, quando fu comprata da Camillo Pamphilj per 150 scudi, dopo aver finanziato dei lavori nella chiesa.